RELAZIONE TECNICA ARVA DIGITALI

 

Dalla relazione di Mauro Mazzola all’assemblea di Verona del Servizio Valanghe Italiano si possono trarre le seguenti conclusioni :

 

La tecnologia digitale è in forte progresso e gli strumenti che erano apparsi sul mercato alcuni anni fa sono stati radicalmente rinnovati. Si prevede che questo continuo miglioramento continuerà ancora per quest’anno fino ad avere i modelli definitivi, anche in vista della prossima pubblicazione delle normative europee sugli ARVA, per il prossimo anno.

Le prove eseguite in primavera 2000 hanno preso in considerazione solo gli strumenti in commercio dall’anno precedente e i dati sono già stati pubblicati (vedi PROVE ARVA) . Sugli apparecchi modificati o usciti successivamente a tale data si hanno solo notizie parziali e non comprovate da prove sul terreno.

 

La prima cosa emersa nel convegno è la considerazione che gli ARVA digitali hanno sicuramente una portata massima inferiore a quelli analogici e dalla tabella successiva notiamo le differenze nell’uso dei due strumenti.

 

TIPO DI RICERCA

ANALOGICI

DIGITALI

Ricerca primaria del primo segnale

Maggior portata, maggiore velocità nell’aggancio del primo segnale

Minor portata, maggiore tempo per avere il primo segnale

Ricerca secondaria

Modulo a croce, più lento e meno preciso

Sistema direzionale, maggior velocità e precisione

Ricerca fine

Modulo a croce, ottima precisione

Modulo a croce, buona precisione

 

Altra cosa emersa è che i digitali sono molto più precisi nella frequenza e quindi sono esenti da fruscii od altro.

Nelle prove e nell’analisi degli apparecchi è emerso la necessità di dividere i digitali in due classi :

 

·       Per facilità d’uso (TRACKER DTS e OPTION 2000), certamente dovuta alla doppia antenna di questi due apparecchi.

 

·       Per uso più professionale (ORTOVOX M1,M2 e BARRYVOX), più complessi e difficili da usare.

 

Attenzione su questa suddivisione non sono molto d’accordo sulla terminologia, in quanto sembrerebbe che il secondo tipo sia il migliore, ma non si è scelto forse il termine giusto.

Io avrei diviso : doppia antenna, semplice antenna e basta.

 

Intanto è stato rilevato che per imparare ad usare questi apparecchi è necessario comunque un addestramento come per i vecchi. E’ logico che i due tipi a doppia antenna richiedono certo minor tempo di addestramento.

 

Una constatazione importantissima, che è stata sollevata, è la necessità per tutti gli istruttori di imparare a usare gli apparecchi in commercio, numero ben superiore al passato, e ciò comporta uno sforzo maggiore nel programma di aggiornamento delle Scuole di scialpinismo.

 

Si è ,inoltre, consigliato che da quest’anno gli istruttori dovranno insegnare il metodo direzionale già adottato in tutte le scuole d’Europa e dell’Alto Adige (non dite che l’Italia è rimasta indietro, è stata una scelta,  giusta o sbagliata che sia ma  ha dato i suoi risultati).

 

Penso che ormai ,per forza di cose , il futuro sia dei digitali. Questi anni di trapasso saranno critici e pieni di polemiche ma il digitale avrà la predominanza in poco tempo.

L’unico dilemma sarà il problema economico per molti (penso alle centinaia di scialpinisti che posseggono un analogico e ai futuri che dovranno comprare un digitale), il problema di far coesistere le due tecnologie per anni potrà provocare incomprensioni e speriamo non dei problemi.

 

Un suggerimento è arrivato dal Ernesto Bassetti, ottimo presidente dello SVI, da quest’anno tutti devono adottare il metodo direzionale a prescindere dall’apparecchio che posseggono, in tal modo si può superare il problema e “atterrare” nella nuova tecnologia senza traumi e senza incidenti.