L’esperto del Cai dopo la tragedia di Livigno: «Munirsi di strumenti di autosoccorso»

 

 

 

 

 


Aumenta per il weekend il rischio valanghe in Lombardia. Lo segnalano i servizi meteo specializzati. L'indice del pericolo di nuove valanghe è stato innalzato da medio a forte. Questo significa ulteriori rischi per gli sciatori e nuovi inviti alla prudenza e al rispetto di alcune norme fondamentali.
Il timore di valanghe e slavine è tornato di attualità dopo la tragedia di Santo Stefano. I nomi di Dario e William, i due ragazzi uccisi da una slavina mentre compivano una discesa a Livigno, sono ancora alla ribalta della cronaca nazionale. E la tragedia che ha spezzato la loro vita, assicurano gli uomini del Soccorso Alpino, è molto più frequente di quanto si possa pensare.
«Le statistiche - afferma Daniele Chiappa, accademico del Cai nazionale ed elisoccorritore a Como - ci dicono che negli ultimi 50 anni sui monti europei hanno perso la vita moltissime persone: fra le 120 e le 150 vittime ogni anno. Il 95% degli interventi di soccorso che facciamo si risolve con il recupero di corpi senza vita. Andare in montagna costituisce un pericolo. La gente deve saperlo. E affrontare dei fuoripista aumenta i fattori di rischio». Ma quali sono i consigli per gli sciatori e per gli appassionati che non vogliono rinunciare all'ebbrezza della neve?
«Il primo strumento è conoscere ogni questione legata alla neve e alle valanghe - prosegue Chiappa - Il rischio aumenta se la coltre nevosa è spessa ed è stata depositata dal vento
. E aumenta con l'inclinazione dei pendii ghiacciati. Prima di avventurarsi in un fuoripista, occorre munirsi di tutte le attrezzature che consentono di praticare l'autosoccorso: fra queste, una pala e uno strumento elettronico che si chiama "Arva", in grado di ricevere ed emettere impulsi per la localizzazione delle persone. Quando uno sciatore si rende conto che sopra di lui si è staccato il fronte di una valanga o di una slavina, deve sganciare gli sci e buttare le racchette, per evitare che la massa di neve lo agganci e generi quello che viene definito effetto àncora». Chiappa interviene anche in merito all'utilizzo degli snowboard.
«Questo tipo di tavole da neve ha una superficie di taglio maggiore rispetto agli sci. La lama è più pesante e incide il manto nevoso in modo più profondo e quindi il rischio aumenta. Purtroppo di queste cose si parla solo dopo che dei ragazzi ci hanno rimesso la vita. La verità è che in montagna la differenza fra il vivere e il morire è molto labile».

 

M.Pros.